Il 19 marzo 1925 Massimo Rinaldi diventava vescovo di Rieti

La mattina del 19 marzo 1925 tutte le campane delle chiese di Rieti suonavano a stormo…la caput Sabinorum aveva finalmente il suo nuovo vescovo. E per giunta reatino di nascita…un figlio di ortolani!

Lo scalabriniano padre Massimo Rinaldi, nominato da Pio XI Ratti successore di Francesco Sidoli nell’agosto 1924, veniva consacrato Pastore della sua diocesi: si lasciava alle spalle dieci anni di duro servizio missionario in terra brasiliana e quattordici da Procuratore ed Economo generale della sua congregazione che rifondò letteralmente, dopo le temperie del post-Scalabrini.

A consacrare vescovo Padre Massimo era giunto nella Cattedrale di Santa Maria Assunta di Rieti fu il cardinale Raffaele Merry del Val y Zulueta, già Segretario di Stato con San Pio X, che soleva ritirarsi nelle calde estati del suo tempo a Fonte Colombo, luogo nel quale gli erano giunti gli echi dell’opera di Padre Massimo.

Concelebranti i vescovi Veneri e Nicola Canali, poi Protodiacono del Sacro Collegio. Nel saluto alla folla che gremiva il sacro tempio, padre Massimo vescovo promise di donarsi alla sua Chiesa fino al sacrificio e al martirio.

Poi, nonostante la colazione d’onore lo richiamasse, preferì portare gran parte delle primizie di quel giorno solenne in ospedale, allo Ptocomio Manni di via Sant’Agnese e al vicino carcere di Santa Scolastica e senza dimenticare i poveri che stazionavano sotto all’episcopio…tutto per gli altri e nulla per sé!

Iniziò, dunque, sotto la protezione di san Giuseppe e san Francesco (non a caso nel 1927 a conclusione delle celebrazioni per il settimo centenario della nascita al cielo dell’assisiate, decise di posizionare in piazza Vittori un monumento bronzeo raffigurante il Poverello benedicente) un ministero episcopale che per la bimillenaria storia della Chiesa di Rieti non avrà eguali. Massimo Rinaldi fu un Pastore per la gente e tra la gente, percorse la sua diocesi in lungo e largo, a piedi o a groppa di mulo, ammaestrando tutti con il suo fervore evangelico non di maniera ma semplicemente incarnato.

Un Pastore anche attento alle sorti della sua terra natìa: non sfugge, infatti, che proprio Massimo Rinaldi, insieme a Nazareno Strampelli, Ludovico Potenziani e Alberto Mario Marcucci sarà artefice indiscusso della nascita della Provincia di Rieti e della concomitante prima autentica industrializzazione, mentre la sua attenzione ai poveri e agli orfani trovò sublimazione, in special guisa, nella fondazione della Colonia Agricola Sant’Antonio a Campomoro, affidata alle Piccole Discepole di Gesù.

Novantacinque anni, dunque…in cammino con il venerabile vescovo padre Massimo Rinaldi: a lui chiediamo di benedire ancora e sempre il suo attuale successore e tutto il Popolo di Dio che è in Rieti.

Fabrizio Tomassoni